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Pubblicato il 1 giugno 2026

Dieci anni di galleria di base del San Gottardo: una storia di successo

A inizio giugno 2016 è entrata in servizio la galleria di base del San Gottardo. La direttrice dell’UFT Christa Hostettler si esprime sui primi dieci anni della galleria ferroviaria più lunga del mondo.

Fotoritratto della direttrice dell’UFT Christa Hostettler

Christa Hostettler, come ha vissuto, dieci anni fa, l’apertura della galleria di base del San Gottardo?

All’epoca sono stata invitata all’inaugurazione in qualità di segretaria generale della Conferenza svizzera dei direttori delle pubbliche costruzioni. È stato un momento indimenticabile! Le immagini del treno che attraversa la galleria per la prima volta sono impresse nella memoria di noi tutti. L’evento alla presenza dei capi di Stato e di governo dei Paesi vicini e del Consiglio federale in corpore ha suscitato un’eco positiva per la Svizzera a livello mondiale.

Che bilancio trae dopo dieci anni d’esercizio?

In linea generale positivo: la galleria di base del San Gottardo soddisfa le aspettative. Nel traffico viaggiatori ha generato un notevole aumento della quota di mercato della ferrovia. Per quanto concerne il traffico merci su rotaia, e quindi la politica di trasferimento del traffico, invece, ha funto da impulso soprattutto all’inizio, anche se nel frattempo ci ritroviamo in una fase di stagnazione dovuta in primo luogo al mancato completamento delle tratte di accesso tedesche alle gallerie di base del San Gottardo e del Lötschberg. Ma non molliamo: la Confederazione continua a impegnarsi con grande determinazione a tutti i livelli affinché tali lavori si concludano rapidamente.

Nel 2023 la galleria di base del San Gottardo è stata segnata da un grave incidente: il deragliamento di un treno merci causato dalla rottura di una ruota. Quali insegnamenti se ne traggono?

L’incidente è stato gravissimo. La galleria di base del San Gottardo è molto importante per il trasporto ferroviario. Le riparazioni hanno generato limitazioni della circolazione lunghe e pesanti in particolare per il Ticino. Dal punto di vista tecnico e della sicurezza è risultato tuttavia utile che la galleria sia stata concepita con due tubi unidirezionali a binario unico. Così, infatti, l’incidente ha fortunatamente causato solo danni materiali; se fosse avvenuto su tratta aperta, le conseguenze sarebbero potute essere molto peggiori. In seguito, sulla base dei risultati dell’indagine del Servizio d'inchiesta svizzero sulla sicurezza (SISI), l’UFT ha disposto delle misure volte a evitare ulteriori incidenti causati dalla rottura di ruote, che al momento sono però bloccate, poiché diversi detentori di carri merci hanno presentato ricorso in tribunale.

La galleria di base del San Gottardo era un progetto generazionale. Quali insegnamenti si traggono per l’ulteriore ampliamento della rete ferroviaria?

Nell’ambito dell’ampliamento ferroviario, nel 2024 si è giunti alla conclusione che il programma d’offerta previsto si sarebbe potuto attuare solo con elevati costi aggiuntivi. Di conseguenza, il DATEC ha analizzato l’ampliamento a fondo e ridefinito le priorità nel quadro del progetto «Trasporti ’45» che riguarda tutti i vettori di trasporto. Fasi di questo tipo si sono verificate anche durante la pianificazione e progettazione della nuova ferrovia transalpina (Alptransit), ovvero delle gallerie di base del San Gottardo, del Ceneri e del Lötschberg. Quello che conta è il risultato: abbiamo realizzato un’infrastruttura moderna, oggetto d’invidia, che ci consentirà di effettuare trasporti sull’asse nord-sud per lungo tempo in futuro. Inoltre, abbiamo intenzione di occuparci anche dell’asse est-ovest, sul quale nei prossimi decenni dovremo fornire un solido impulso di modernizzazione. A tal fine avremo bisogno, come fu il caso per Alptransit, dell’appoggio della politica e di una procedura coordinata.